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Gerard GAROUSTE

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Gérard GAROUSTE è uno dei più importanti pittori francesi contemporanei: occupa il 6° posto nella «TOP 500» i-CAC.  

Oltre 80 opere, talvolta di grande formato, sono state esposte al BAM di Mons fino al 29 gennaio 2017, offrendo uno sguardo originale sull’insieme della carriera di questo artista, che trae le sue principali fonti d’ispirazione dai miti, dalle leggende e dalle religioni ebraica e cristiana.

La sala Saint-Georges, dal canto suo, ospita un’installazione appositamente concepita da Gérard GAROUSTE, che invita il visitatore a perdersi nei meandri di un labirinto composto da quasi 35 tele monumentali.

Ha realizzato opere o decorazioni per il Palazzo dell’Eliseo, sculture per la cattedrale di Évry, il soffitto del teatro di Namur, un affresco per la sala dei matrimoni del bel municipio gotico di Mons e ancora le vetrate della chiesa di Notre-Dame de Talant.

Realizza il sipario del Théâtre du Châtelet e riceve la commissione di un’opera monumentale per la Bibliothèque nationale de France, che unisce pittura e ferro battuto. Nel 2001 presenta alla Fondation Cartier Ellipse, un insieme di tele montate su un’architettura da lui stesso disegnata. Nel 2008, su commissione dello Stato, crea il bozzetto di un arazzo di Aubusson monumentale di 24 m2, le Murex et l'Araignée, installato nello scalone d’onore del municipio di Aubusson. È rappresentato dalla galleria Daniel TEMPLON.

I suoi dipinti, figurativi, fanno spesso riferimento alla Bibbia, che studia intensamente parallelamente all’apprendimento dell’ebraico, iniziato alla fine degli anni ’90.

Una tappa importante del suo impegno è la creazione, nel 1991, dell’associazione La Source a Guéroulde, nell’Eure, che aiuta bambini e ragazzi provenienti da ambienti svantaggiati, talvolta in situazione di esclusione, a crescere partecipando a laboratori condotti da artisti professionisti.

Gérard GAROUSTE, Presidente di «La Source»:

«La Source mi ha permesso di realizzare un sogno: fondare un luogo di liberazione e di creazione per dare ai bambini svantaggiati alcune chiavi per andare avanti: la tolleranza, la scoperta a contatto con gli artisti e la curiosità. Ce ne sono altre, come rivelare loro che l’universo è fatto di domande.

Oggi desidero riprodurre il modello di La Source altrove in Francia e, perché no, in Europa. Sono in progetto nuove sedi, secondo il modello che affermiamo da 20 anni: coniugare con cura il lavoro sociale, l’educazione e la creatività artistica. Sociale perché si rivolge ai bambini e alle famiglie in difficoltà, educativo perché riguarda le scuole, e artistico semplicemente perché sono un artista. 
E so che la pratica dell’arte può essere una vera svolta. La mia esperienza personale è il motore che utilizzo per aiutare bambini resi fragili dalla vita ad acquisire autonomia, la capacità di realizzare progetti e a ritrovare così fiducia in se stessi.
A La Source, a contatto con un artista, i bambini imparano a servirsi della propria immaginazione. Imparando a fare, imparano a vedere, a essere, a conoscersi. Questo passaggio all’azione si accompagna a un’assunzione di responsabilità, a un impegno personale e collettivo che li aiuta ad affermare la propria identità, a costruire il proprio posto nella società e a proiettarsi nel futuro. Questa tappa segna concretamente l’inizio di un desiderio di partecipare alla vita in società e alla vita della società.
I lavori dei laboratori si concretizzano in mostre, pubblicazioni, film e spettacoli. Questo percorso li valorizza agli occhi delle loro famiglie e contribuisce a cambiare lo sguardo che gli altri posano su di loro. 
L’arte, così come viene praticata a La Source, è una leva di cittadinanza e non un lusso o un fine in sé.»